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venerdì 6 maggio 2011

Guardarsi indietro e sorridere, nonostante tutto.

Sembra strano, e difficile da spiegare. Se ripenso al periodo della malattia, lo faccio con il sorriso.
Certo, il dolore fisico e mentale non si potrà mai dimenticare, e come poter dimenticare quel primo mese di ricovero, così tremendo, ma se guardo indietro mi riaffiorano alla mente diversi pensieri positivi.  


Ricordo le persone che ho incontrato nel mio percorso, che nei vari ricoveri sono state diverse. Ognuna di loro mi ha lasciato qualcosa. Perchè quando sei lì, e devi stare li per un tempo indefinito, senza poter mettere il naso fuori neanche da una finestra, sei li, che vedi la tua famiglia e le persone che ti vengono a trovare bardati dalla testa ai piedi per mantenere più sterile possibile gli ambienti, quei "compagni" di viaggio diventano parte della tua vita, perchè sono come te, anche se con casi e storie differenti.
Io le ricordo queste persone, purtroppo oggi non tutte sono qui, ma io non le dimenticherò, mai, e le ringrazio per la forza che, spesso, hanno saputo darmi.
Ricordo con il sorriso il fine anno trascorso in ospedale, improvvisando un piccolo breve  party, ero contornata dalla mia famiglia, dal mio grande amore, ed ero contenta così. Non potevo aspettarmi di più in quel momento.
Quando vado ai miei controlli in ospedale, mi emoziona rivedere i miei dottori ed infermieri. Mi viene voglia di abbracciarli. Ripenso a quanto mi hanno aiutato, perchè se sono qui oggi è soprattutto grazie a loro. Sono diventati parte di vita e parte di me.
Certo che devo ammetterlo, se guardo in direzione del reparto sterile, e guardo quelle porte - che tanto ho fissato da dentro -ancora qualche sussulto di angoscia ce l'ho, ma diciamo che ci sto lavorando sopra!

Fermi tutti.. io sarei stata meglio senza aver vissuto questa esperienza, sia chiaro, ne avrei fatto volentieri a meno eh! Però è arrivata e ho dovuto viverla per forza di cose. Perchè quando cadi in mare non hai molta scelta, o ti lasci andare e affoghi o cominci a nuotare. Ora non posso cercare altro che trarre del positivo da questa esperienza. Perchè le cose vanno superate. E io credo,  dopo averle vissute ed affrontate, di essere riuscita a metabolizzarle al meglio. Perchè non ha senso continuare a pensare alla malattia e a quello che è stato, io non voglio farlo. Oggi sono qui, e questo mi basta per sperare e credere ancora nella vita.. del resto il futuro nessuno può prevederlo, non so come sarà domani, ma nessuno può saperlo. 
Non mi sento più una "malata", e a dir la verità non mi ci sono mai sentita davvero.